Articoli

La comunicazione vede (nella maggior parte dei casi) due attori coinvolti. Chi parla, che comunica attivamente qualcosa e chi ascolta, che riceve le informazioni e che, in qualche modo, comunica più passivamente (ma non per questo meno). Non esiste comunicazione che non preveda questo tipo di processo, mittente e destinatario. O meglio, se esiste, non andremo oggi ad approfondire.

Comunicare sempre

Questa doverosa premessa perchè? Perchè comunicare è un principio base, non esiste rapporto, processo, relazione che non si fondi sulla comunicazione. La comunicazione è così intrinsicamente parte di noi da non renderci conto e farci dare spesso per scontato che ogni nostro gesto, azione o espressione (e non solo parola), è comunicazione. Questa è una regola che vale sempre.

Lo smart working non sfugge a questa regola. Ma ci spieghiamo meglio. Un progetto di lavoro agile rientra in quei famosi “processi di cambiamento” che non possono esimersi dall’essere accompagnati da una comunicazione efficace. Nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso di questo genere la prima cosa da fare è renderne tutti partecipi. Per tutti intendiamo dire tutte le persone che fanno parte di una determinata realtà lavorativa, che sia un’azienda composta da tre dipendenti o da tremila. Il principio non cambia, il successo del progetto dipende, anche e in buona parte, da questo.

Qui entra in gioco il processo mittente/destinatario, dove il manager veste i panni del mittente e i collaboratori vestono quelli del destinatario. Fondamentale, affinchè la comunicazione sia efficace e trasparente, è che entrmabi i soggetti siano parte attiva nel processo, che va pensato e strutturato nel dettaglio.

Perchè è così fondamentale comunicare?

Per fare qualche esempio:

  • Impostare una progettazione coerente
  • Coinvolgere i key stakeholder nel modo giusto
  • Rispecchiare l’identità/cultura dell’organizzazione
  • Far sentire protagonisti tutti

Ci sono poi strumenti e pratiche a supporto della comunicazione aziendale, nulla è lasciato al caso. Anche perchè si tratta di un passaggio fondamentale e delicato che deve essere gestito con cura. Non è semplice, per questo esistono professionisti che affiancano manager e hr al fine di comunicare nel miglior modo possibile il progetto in corso.

Un webinar ad hoc

Se vuoi saperne di più, il 4 febbraio 2022 alle ore 9.30 terremo un webinar proprio su questo tema. Insieme a noi ci sarà anche Roberta Zantedeschi, coach aziendale ed esperta di comunicazione efficace che da anni opera in questo ambito. Se ti interessa puoi partecipare anche tu, l’iscrizione è gratuita!

Il focus di oggi sono i comportamenti, comportamenti agili più precisamente.

L’obiettivo

Quali sono i comportamenti chiave da tenere sempre allenati al fine di vincere le sfide del lavoro ibrido?

Parole come collaborazione, autonomia, pianificazione, customer focus e comunicazione diventano cruciali per essere un team veramente agile che vince le sfide di un nuovo modo di lavorare. I manager, in quanto “responsabili” e quindi esempio di un determinato gruppo di persone, sono i primi che devono farsi portatori della corretta messa in atto di questi comportamenti.

Cosa troverai all’interno

Troverai una pratica e veloce guida che ti illustrerà i cinque comportamenti che, secondo la nostra esperienza, sono i principali da tenere in considerazione per avere un team coeso ed efficace. Ad ogni comportamento è poi associata una “scala di valutazione” al fine di comprendere quanto è realmente allenato quel determinato comportamento.

Come tutte le mini guide, è rivolta ai professionisti delle Risorse Umane e ai manager alla guida di team, piccoli, medi o grandi. Ciò non toglie che chiunque possa scaricarla

Scaricala subito gratuitamente!

Il tema di oggi è la sostenbilità dello smart working per il tuo team. È veramente possibile misurarla?

L’obiettivo

Per affrontare al meglio la nuova sfida del lavoro ibrido e aiutare i manager a comprendere come gestire il proprio team in modo efficace e consapevole rispetto alle attività di collaborazione, abbiamo progettato uno strumento che ti permetterà di compiere le scelte più opportune al fine di organizzare il lavoro agile. Stiamo parlando della collaboration map.

Una vera e propria mappa in grado di aiutarti ad individuare tutte le attività del tuo team e il loro grado di remotizzabilità. Questo al fine di stabilire, in modo oggettivo, quanti giorni sia necessario essere presenti in ufficio e quanti è possibile lavorare da remoto senza per questo essere meno efficaci. Questo l’obiettivo della guida.

Cosa troverai all’interno

Troverai una pratica e veloce guida che ti aiuterà a fare un’analisi del livello di sostenibilità dello smart working per il tuo team. Attraverso delle domande-guida potrai collocare le attività rispetto al loro grado di sostenibilità e capire quali:

  • continuare a farle da remoto,
  • portarle in presenza,
  • remotizzarle e portarle avanti con il supporto di un facilitatore.

Come tutte le mini guide, è rivolta ai professionisti delle Risorse Umane e ai manager alla guida di team, piccoli, medi o grandi. Ciò non toglie che chiunque possa scaricarla

Scaricala subito gratuitamente!

Il tema di oggi è lo Smart Working Canvas.

L’obiettivo

Lo Smart Working Canvas è uno strumento di cui abbiamo ampiamente parlato nei nostri articoli, webinar e post sui social. Chi ci segue da tempo lo sa bene. Per chi non ha mai sentito questo nome può farsi un’idea leggendo questo articolo introduttivo. L’obiettivo della guida, e più in generale dello strumento stesso, è quello di aiutare ad allineare gli stakeholder, definire le azioni chiave e comunicare il progetto di Lavoro Agile.

Questa pratica ha facilitato molti team a condividere idee e pianificare i passi necessari per poter affrontare al meglio il tipo di cambiamento che il lavoro agile comporta.

Cosa troverai all’interno

Troverai una pratica e veloce guida che ti aiuterà a fare il primo passo verso l’agilità. Attraverso l’illustrazione delle diverse aree che compongono il Canvas e le attività chiave per organizzare il workshop di progettazione potrai procedere con l’avvio di un reale cambiamento organizzativo.

Come tutte le mini guide, è rivolta ai professionisti delle Risorse Umane e ai manager alla guida di team, piccoli, medi o grandi. Ciò non toglie che chiunque possa scaricarla

Scaricala subito gratuitamente!

Invece dei soliti vademecum nati durante la pandemia abbiamo pensato a qualcosa di più pratico e coinvolgente, brevi guide “smart” che ti affiancheranno nella costruzioni di poche semplici regole al fine di collaborare al meglio con il tuo team. “Collaborare al meglio“ può voler dire tante cose lo sappiamo bene, per questo di guide non ce ne sarà soltanto una. Ad oggi sono quattro e continueranno a crescere. Il focus di oggi è la collaborazione di team, e perchè no, anche tra team.

L’obiettivo

Darsi le giuste regole per collaborare da remoto in modo efficace. Da dove partire?

Generare delle regole condivise che siano in linea con gli obiettivi che il team stesso ha rispetto alla propria organizzazione non è così semplice ed immediato. Per questo spesso si innescano una serie di meccanismi fatti di incomprensioni, overworking, video call infinite e molto altro. Il nostro obiettivo, attraverso questa guida, è aiutarti a prevenire tutto ciò.

Cosa troverai all’interno

La guida ti illustrerà gli step da seguire al fine di definire delle best practice di collaborazione con il tuo team. Attraverso quella che sarà la creazione di un patto, le regole saranno co-create e condivise da tutti. Il processo da seguire è semplice, non dovrai far altro che seguire tutti i passi illustrati nella guida e coinvolgere le tue persone affinchè il contributo di tutti semplicemente emerga.

Come tutte le mini guide, è rivolta ai professionisti delle Risorse Umane e ai manager alla guida di team, piccoli, medi o grandi. Ciò non toglie che chiunque possa scaricarla

Scaricala subito gratuitamente!

5 anni fa Smartworking srl nasceva con un obiettivo: Aiutare le organizzazioni a diventare agili. Il nostro desiderio è sempre stato quello che le organizzazioni potessero diventare il luogo dove le sfide aziendali e i bisogni delle singole persone trovano il proprio punto d’incontro. Per noi lo smart working è la cornice ideale per allenarsi a diventare agili. Oggi, quello scopo è diventato priorità di tutto il mondo del lavoro. 

In questi mesi ciò che abbiamo sperimentato non è stato lavoro agile bensì lavoro da casa, a cui tutti, abbiamo cercato di far fronte. Dopo tutte le chiacchiere sui giornali e i media vogliamo cercare di dare il nostro punto di vista, che non vuole essere assoluto, ma una condivisione di quello che abbiamo imparato in questi anni e che stiamo tuttora imparando. 

Cos’è quindi per noi lo smart working? Parliamo di un modo di lavorare differente da quello a cui la maggior parte di noi era abituata. Quando parliamo di smart working ci riferiamo ad un ripensamento dei ruoli e delle responsabilità, ad una ridefinizione dei tempi e degli obiettivi ed un aumento della fiducia e della collaborazione tra team e singoli. Lavorare agile significa apprendere nuove tecniche quotidianamente grazie alla ricerca e al continuo miglioramento a cui aspira l’Io professionale di ciascuno di noi.

Lo smart working a servizio del talento

Ma andiamo più nel dettaglio. Possiamo parlare di un piano umano dello smart working? Sì nel momento in cui le caratteristiche che differenziano ciascuno di noi, lavorativamente parlando, diventano un valore aggiunto per la realtà a cui apparteniamo. Un’azienda inclusiva è un’azienda in cui lo smart working getta le basi affinché il talento di ciascuno emerga e faccia la differenza per la competitività della realtà. Coloro che ancora credono nel dipendente-macchina pagato per lavorare e non per pensare, beh che dire, questo è esattamente l’opposto di ciò a cui ci riferiamo. 

Sul piano strategico lo smart working è uno strumento che permette all’organizzazione di vincere sfide che prima mai avrebbe contemplato e di creare opportunità che prima si celavano dietro la paura di cambiare. Tutto questo proprio grazie a quei famosi talenti che fanno la differenza e alla loro sinergia. Anche la formazione risulta essere un passaggio fondamentale. Investire in un reskilling delle proprie persone a lungo termine dà i suoi frutti. E non parliamo di corsi di aggiornamento sulla salute e sicurezza (comunque importanti) ma di formazione agile, di formazione finalizzata ad apprendere nuove competenze e conoscenze, nuove tecniche, nuovi metodi e pratiche. Rimanere aggiornati in un’epoca liquida come quella in cui viviamo vuol dire essere strategici. 

Da un punto di vista tecnologico il lavoro agile si pone come primo sostenitore. La tecnologia unisce e che separa, se non saputa utilizzare correttamente. Ma con il giusto approccio e il corretto metodo è uno strumento molto potente che si fa alleato delle persone e rende possibile comportamenti e attività altrimenti inagibili. Lavorare distanti ma simultanei, avere la possibilità di comunicare seppur non dallo stesso luogo, condividere, imparare, collaborare…come sarebbe possibile fare tutto ciò senza la tecnologia? 

Questi tre piani, se correttamente sviluppati, convergono creando le condizioni ideali per una crescita costante prima di tutto dei collaboratori, e poi della realtà.

Il Lavoro agile come principale dinamica di inclusione lavorativa

Pensare al lavoro agile anche come incubatore di pari opportunità non sembra affatto una cattiva idea. Riflettici bene, quale metodologia lavorativa stimola l’inclusione meglio dello smart working (che non è home working)? 

Avendo come focus il lavoro per obiettivi  e al proprio centro il benessere delle persone, il lavoro agile guida l’azienda nel garantire le stesse condizioni di partenza a tutti i lavoratori. In questo modo ciascuno può esprimere il proprio talento con i tempi e i modi che meglio gli si addicono.

Nel momento in cui siamo disposti a ripensare e ridisegnare il nostro modo di lavorare, cambiare le nostre abitudini, esporci e sperimentare nuovi modi di agire, volenti o nolenti, andiamo alla ricerca del modo di lavorare migliore per noi stessi. Quest’ultimo è diverso per ciascuno e permette al singolo di esporsi ed esporre il proprio talento come non aveva mai fatto prima. Non essere valutati per il quanto ma per il come, lo smart working mette tutti sullo stesso piano creando pari opportunità

L’emergenza sanitaria cosa ha scaturito?

L’emergenza ha portato con sé una rivoluzione del modo di lavorare. Se volessimo individuare un aspetto positivo però, questo sarebbe il fatto di aver reso evidente agli occhi di tutti come ciò che molti credevano impossibile in realtà lo fosse solo nella propria mente e non nei fatti. Sì perché molte barriere sono state abbattute in questi mesi, barriere che avrebbero richiesto altrimenti anni in condizioni di normalità. Se non vogliamo rendere vano lo sforzo di adattamento che ciascuno, in maniera più o meno consistente, ha attuato, allora dovremmo tutti ripensare al nostro modo di lavorare e acquisire una nuova consapevolezza. Si può fare, lo smart working esiste ed è un’opportunità di crescita, di competitività e di inclusione.

Dal 1 di luglio aprirà il Bando della regione Lombardia per la formazione continua a distanza.

L’avviso è finalizzato ad accrescere le competenze dei lavoratori occupati nel territorio regionale mediante la concessione di voucher aziendali per la fruizione di corsi di formazione continua.

Le risorse stanziate ammontano complessivamente a € 26.500.000,00 per l’anno 2020/2021, di cui € 13.500.000,00 per l’annualità 2020.

Chi può partecipare?

Possono fare richiesta per la formazione continua le imprese che hanno unità produttiva/sede operativa ubicata in Regione Lombardia e rientranti nelle seguenti categorie:

  • Imprese iscritte alla Camera di Commercio di competenza;
  • Imprese familiari;
  • Enti del Terzo Settore che svolgono attività economica iscritte ai registri;
  • Associazioni riconosciute e fondazioni che svolgono attività economica, aventi personalità giuridica e pertanto iscritte al Registro Regionale delle persone giuridiche;
  • Cooperative;
  • Liberi professionisti oppure, se esercitanti in forma associata, la relativa associazione.

Gli interventi finanziati sono rivolti a:

  • lavoratori dipendenti di micro, piccole, medie e grandi imprese assunti presso una sede operativa/unità produttiva della Regione Lombardia;
  • titolari e soci di micro, piccole, medie e grandi imprese con sede legale in Lombardia e iscritte alla Camera di Commercio di competenza;
  • lavoratori autonomi e liberi professionisti con domicilio fiscale localizzato in Lombardia che esercitano l’attività sia in forma autonoma sia in forma associata.

Caratteristiche agevolazione

L’agevolazione è concessa sotto forma di voucher formativi aziendali destinati ai lavoratori in possesso dei requisiti. Il voucher ha un valore massimo di € 2.000,00. Ciascun lavoratore può fruire per di uno o più percorsi formativi fino al raggiungimento del valore complessivo del voucher. Ogni impresa avrà a disposizione un importo annuo massimo di € 50.000,00.

Noi di Smartworking srl, insieme all’ente di formazione Formawork, abbiamo messo a punto 3 corsi differenti per formare i team sul tema smart working.

Se vuoi partecipare consulta il Bando o il nostro catalogo dei corsi, basta cliccare il pulsante qui sotto!

Vogliamo illustrarvi quelli che potrebbero essere degli strumenti in grado di risolvere alcuni problemi legati all’impossibilità per molti di essere presenti in ufficio. Ci riferiamo agli strumenti per effettuare riuonioni, meeting o video conference a distanza mostrandovi come la presenza fisica non sia un limite assoluto.

Pochi ma essenziali principi

Innanzitutto al fine di svolgere una video conference performante ed efficace è necessario far in modo che i principi che stiamo per illustrarvi siano sempre tenute ben presenti e rispettate da tutti i partecipanti.

  1. Fornire il link della conference a tutti per collegarsi simultaneamente, è possibile condividere anticipatamente su Google Calendar o su altra piattaforma simile il link tramite cui collegarsi direttamente alla riunione virtuale;
  2. Essere puntuali, per rispetto del tempo e delle attività di ciascuno è fondamentale non arrivare in ritardo alla conference;
  3. Stabilire un facilitatore che porti avanti l’agenda, qualcuno che guidi la conference evitando che si perda di vista il focus dell’incontro;
  4. Condividere all’inizio l’agenda del meeting, fornire subito un quadro generale di quelli che saranno i temi affrontati durante il meeting così da rendere tutti allineati;
  5. Fare un action plan, al termine della riunione riprendere velocemente i punti appena trattati assegnati a chi di competenza del team e tradurli in azioni;
  6. Non partire a freddo, prima di iniziare la riunione vera e propria stimolare il coinvolgimento di tutti tramite un primo “giro di tavolo” più informale per un saluto o un pensiero.
Dove appare il link per partecipare alla video call su Google Calendar

I migliori tool per noi

Spesso ci capita di lavorare da remoto come team, questo ci ha permesso nel tempo di testare diversi tool di collaborazione e di individuare i migliori. 

Ogni realtà ha le sue necessità, le sue abitudini e quindi lungi da noi fornirvi delle verità assolute. Il nostro obiettivo è infatti quello di fornirvi una cornice il più chiara possibile dei tool che possono supportarvi in un momento di poca stabilità come questo.

Ne vedremo pochi proprio per non creare confusione e restringere il campo ai più efficaci ed efficienti anche in base alla presenza di queste 3 caratteristiche:

  • un sistema di chat
  • la condivisione dello schermo
  • la multipiattaforma

Il primo tool è:

  • Zoom – uno dei tool più usati per la collaborazione a distanza, compatibile con tutti i sistemi operativi sia da smartphone o tablet che da web. Scaricare la versione gratuita vi permetterà di svolgere meeting tra più persone (100 persone max)  per un tempo massimo di 40 minuti.

Condivisione dello schermo o di una whiteboard, live chat privata e di gruppo, possibilità di registrare l’intera video conference o parte di essa, queste sono alcune caratteristiche della versione Basic di Zoom meetings. Inoltre, grazie a Canva, adesso è anche possibile scegliere o creare da zero uno sfondo diverso dal salotto di casa propria.

Colui che organizzerà il meeting  avrà la possibilità di invitare gli altri partecipanti tramite una mail direttamente inviata dal tool o semplicemente tramite la generazione di un apposito link al momento della creazione dell’evento su Google Calendar (immagini di seguito).

Dalle realtà più piccole a quelle più grandi Zoom è un ottimo candidato per la vostra collaborazione da remoto.

Sistema di chat ✔ Condivisione schermo ✔ Multipiattaforma ✔

  • Jitsi – forse non tra i più famosi ma tra i più sicuri. Tutte le chiamate, video e non, sono codificate. Non esiste ufficialmente un limite al numero di partecipanti, tutto dipende dal vostro Pc e dalla vostra connessione. Per usufruire del servizio non è necessaria nessuna iscrizione, una volta approdati sul sito vi basterà cliccare sul pulsante “Start a call” per avviare la vostra videochiamata. È possibile inoltre installare l’estensione per Google Calendar così da integrare il tool. Una volta premuto il tasto “GO” Jitsi vi fornirà una serie di coordinate da condividere coi vostri collaboratori. Inoltre condividere lo schermo o avviare chat è semplicissimo.

Sistema di chat ✔ Condivisione schermo ✔ Multipiattaforma ✔

  • Hangouts è il sistema di messaggistica di Google e vi si può accedere da smartphone, tablet o pc sia iOS che Android. Requisito fondamentale è avere un account Google e accedervi da app o da web per avviare una conversazione, una chiamata o una videochiamata. 

Hangouts ti permetterà di effettuare video conference sia one to one che di gruppo, di condividere il tuo schermo così che tutti coloro che partecipano alla conference possano essere lì con te (metaforicamente parlando) e di scambiarti messaggi con i vari partecipanti, il tutto gratuitamente soltanto grazie ad una buona connessione internet. A colui che avvierà la video conference Hangouts fornirà le informazioni che potete osservare nell’immagine così che, una volta condivise, sarà facile per tutti collegarsi senza fraintendimenti.

Sistema di chat ✔ Condivisione schermo ✔ Multipiattaforma ✔

  • Whereby – nessun download o registrazione per gli utenti, video call semplici e affidabili fino a 4 partecipanti nella versione free. L’accesso sia da mobile (iOS o Android) che da desktop è facilissimo, è possibile condividere lo schermo, registrare la conference e chattare live. Colui che avvierà la videocall sarà l’owner e avrà la possibilità di creare una meeting room privata. A quest’ultima potranno partecipare solo i collaboratori che avranno ricevuto l’autorizzazione proprio dall’owner, ovvero il proprietario della room.

Sistema di chat ✔ Condivisione schermo ✔ Multipiattaforma ✔

In conclusione

Non vi resta che testarli per capire il più adatto per il vostro tipo di organizzazione e team. Sono tutti validi ed efficaci strumenti pertanto non ve ne consigliamo uno in particolare tra quelli esposti. Sperimentateli e fateci sapere dov’è ricaduta la vostra scelta!

Il Lavoro Agile, nella sua completa definizione e descrizione sarà al centro dell’evento di Giovedì 6 giugno a Parma.

Federico Bianchi sarà ospite e speaker presso Officine On/Off, coworking che ha pensato di organizzare questa mattinata per le organizzazioni che vogliono informarsi sul tema o che già hanno avviato un progetto di smart working. Dal 2017 il Lavoro Agile è infatti diventato una modalità lavorativa riconosciuta al 100% dalla legge italiana. Una volta adempiti gli obblighi burocratici, tre sono i documenti fondamentali, qualsiasi lavoratore subordinato e non può svolgere lo smart working. Nei limiti che la mansione di ciascuno permette s’intende.

L’incontro permetterà di fare luce sui vantaggi ma anche sulle criticità tecniche e burocratiche a cui bisogna fare fronte quando si parla di Lavoro Agile. Si tratta di un incontro informativo gratuito rivolto principalmente alle persone di PMI, startup e grandi aziende interessate a capire tutte le sfaccettature e le attività concrete che fanno di questa modalità lavorativa una risposta concreta alle sfide di business.

Federico presenterà il modo di proporre il Lavoro Agile di Smartworking s.r.l. supportato da casi reali, in particolare quello di AMC Italia. Se volete vedere come attivare concretamente all’interno della vostra azienda lo smart working, questo è il link con tutti i dettagli per l’incontro. http://officineonoff.com/events/smart-working/

E se invece volete dare un’occhiata all’evento passando da Facebook, cliccate qui! Vi aspettiamo!

Ci ha colpito molto un articolo pubblicato alcuni mesi fa in cui viene descritta la strategia di gestione delle risorse umane all’interno di Airbnb, azienda leader della sharing economy. Il nuovo modello HR, “Workplace as an experience”, infatti, inteso come punto d’incontro tra i bisogni delle persone e le sfide aziendali è perfettamente in linea con la nostra “vision”. Nello specifico Airbnb lo ha incarnato cercando di eguagliare il rapporto con i propri collaboratori a quello con i propri clienti.

Il recente lancio fatto da Bryan Cesky, CEO di Airbnb, della nuova piattaforma Trips ha portato, ancora una volta, alla ribalta l’azienda americana. Negli ultimi anni quest’ultima si è contraddistinta, oltre che per l’originalità del suo business, anche per la ridefinizione del ruolo dell’area Risorse Umane.

Airbnb, il network per trovare alloggi in tutto il mondo, ha improntato il proprio successo rimanendo fedele alla mission “crea la tua esperienza di viaggio”. Motto da ultimo usato anche per promuovere l’ultima novità che consentirà di unire luoghi, persone ed esperienze.

«Non sarà più necessario seguire le mappe, aspettare in coda o scattare fotografie dei soliti posti turistici […] adesso si potrà avere accesso a esperienze uniche, case incredibili e consigli direttamente dalle persone del luogo».

L’“ospitalità reinventata” rientra in una vision che mette sempre la persona al centro degli obiettivi di business. Non stupisce, quindi, che Airbnb abbia voluto estendere il concetto di “esperienza memorabile” anche ai suoi dipendenti. Partendo dal presupposto secondo cui lavoratori soddisfatti siano più produttivi e quindi creino clienti felici.

“Workplace as an experience”, di cosa si tratta?

Da qualche anno, infatti, sta sperimentando un nuovo modello di HR, denominato Workplace as an experience, cioè “luogo di lavoro come esperienza”.

Il Chief Employee Experience – così si definisce Mark Levy, HR Manager in Airbnb – amplia le funzioni tradizionali del capo risorse umane. Ora si occupa anche di temi connessi al marketing, alla comunicazione, al real estate e alla responsabilità sociale.

L’essenza di questo modello è quella di creare un contesto lavorativo in cui tutti gli elementi fisici, emotivi e virtuali concorrono a creare un’esperienza di lavoro ottimale.

Pilastri principali di questo modello sono autonomia, flessibilità, trasparenza, diversificazione, attenzione al cibo e ambiente fisico. Tutto è focalizzato sulle differenti esigenze personali del melting pot di persone che collaborano tra di loro. Non mancano tecnologie collaborative d’avanguardia e un grande interesse nel far crescere sempre di più il senso di appartenenza alla cultura aziendale.

Particolare attenzione è data anche alla ricerca dei talenti e alla sfera emotiva dei collaboratori. Quest’ultimi grazie al programma di cittadinanza globale, possono usufruire di 4 ore al mese per prestare servizi di volontariato.

Si può dire che quella delle risorse umane in Airbnb non è più solo una funzione di supporto all’interno del business, ma l’esperienza dei dipendenti è buona parte dei business stesso.

Ammesso che di Airbnb ne esista una sola con la sua storia e le sue peculiarità, viene da chiedersi se sia possibile trasferire questa esperienza in altre aziende. In particolare in quelle italiane, dove vi è una visione più tradizionalista della funzione HR.

È possibile raggiungere questo obiettivo? Da dove iniziare?

In primo luogo si potrebbe traslare nel ruolo HR quello che l’azienda fa con i clienti. Ad esempio portare al suo interno interno gli strumenti di marketing che si utilizzano per conquistare e fidelizzare i consumatori. Come ad esempio la continua ricerca di soddisfare i bisogni, creando un modello di sviluppo condiviso con i dipendenti e costruito in base alle caratteristiche personali. Non va dimenticato, infatti, che così come i clienti contribuiscono a creare il valore del prodotto, allo stesso modo i dipendenti concorrono a creare il valore e l’identità dell’azienda.

Secondariamente si potrebbe valutare l’importanza di collaborare con le altre aree che non rientrano nelle classiche funzioni HR. Si creerebbe così uno scambio continuo di informazioni e verrebbe decisa in maniera coordinata la strategia aziendale.

Altra domanda è “perché farlo”?

I motivi sono tanti. Uno di questi è perché è ciò a cui aspirano gli studenti e i neolaureati che si affacciano ora nel mondo del lavoro ed è quello che chiederanno tutti i lavoratori in un prossimo futuro. Le aziende devono essere in grado di intercettare le generazioni digitali che sono in possesso delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro. Per riuscirci dovranno essere attrattive e aggiudicarsi i giovani talenti.

Inoltre, un nuovo paradigma può ridurre il rischio che professionisti esperti possano scegliere di ricercare un differente contesto lavorativo. Come è vero che i clienti comprano prodotti in cui si riconoscono, allo stesso modo i lavoratori del futuro sceglieranno come luogo di lavoro, aziende che hanno saputo creare anche al loro interno un’identità forte e performante.

È importante ricordare che per fidelizzare e valorizzare i collaboratori non bastano incentivi di tipo economico, premi di risultato e i classici piani di welfare. Molto più importanti sono: lo scambio di opinioni, la comunicazione interna, la formazione, lo sviluppo di competenze e l’uso della tecnologia al fine di semplificare i processi.

Non è detto che la soluzione adottata da Airbnb sia l’unica strada da percorrere. Probabilmente non esiste una soluzione che vada bene per tutti. Ogni azienda deve trovare la sua modalità di cambiamento, anche in base alla sua storia e agli obiettivi di business. Il primo passo, però, è quello di prendere coscienza che un ripensamento dell’organizzazione aziendale, a partire dall’area HR, è necessario e improrogabile.

Immagine: Papercollage di Vincenzo Musacchio